Carletto l'Africano, parte seconda: ma stavolta le possibilità di Ancelotti di allenare ai prossimi Mondiali una Nazionale africana sarebbero davvero alte. Lo ha spiegato al programma La Tribù del Calcio, in onda su Premium Calcio, Domenico Ricci, uno dei procuratori più esperti di calcio d'Africa. Il progetto non riguarderebbe il vecchio amore Costa d'Avorio, bensì il Ghana: e con Ancelotti sarebbe coinvolto Clarence Seedorf.
Ricci cita infatti un centrocampista rossonero ancora in attività che farebbe parte dello staff che Ancelotti starebbe allestendo in vista di un possibile accordo con la federazione del Ghana, uscita dalla grande delusione del Mondiale sudafricano (si ricorderà la beffarda eliminazione nei quarti di finale subìta dall'Urugya dopo un rigore sbagliato al 120'). Nel gruppo del tecnico del Chelsea ci sarebbero anche Bruno De Michelis, strettissimo collaboratore del tecnico di Reggiolo al Milan e poi al Chelsea, e l'ex-centravanti del Torino Ferrante. Il progetto prenderebbe le mosse dal 2013, anno in cui terminerà il contratto di Ancelotti con il Chelsea: L'idea - ha spiegato ancora Ricci, molto amico dell'ex-mister rossonero - è di preparare il terreno creando da subito in Ghana un'universita' del calcio: una specie di Coverciano che coltivi e colga i tanti talenti del calcio ghanese. Con Ancelotti, poi, pronto all'ultimo lavoro di scrematura e preparazione in vista del grande appuntamento di Brasile 2014: il sogno è quello di arrivare a sfidare la Seleçao in una finale che entrerebbe di diritto nella lunga storia del calcio mondiale.
Poche settimane fa aveva fatto capire di volersi ritirare
Tevez pronto a dire addio alla Nazionale, perchè? Per l'età! "A 26 anni non sono più un ragazzino"
A quanto pare Carlitos Tevez ancora stenta a ritrovare la gioia di giocare.Dopo aver minacciato qualche settimana fa il ritiro dal mondo del calcio, l'attaccante del Manchester City, autore ieri di una partita sontuosa nel 4-1 rifilato dall'Argentina ai campioni del mondo della Spagna, ha lasciato intendere di voler lasciare la Nazionale: "Non so se arriverò ai Mondiali del 2014, non potrò mai prepararmi alla prossima manifestazione come ho fatto per Sudafrica 2010. Mi sento sempre più lontano dalla Nazionale ma non so se ho il coraggio di lasciarla".Alla base della decisione di Tevez anche un problema d'età: "A 26 anni non sono più un ragazzino e le mie gambe sono piene di lividi. Il fisico inizia a non reggere più come prima".
A quanto pare Carlitos Tevez ancora stenta a ritrovare la gioia di giocare.Dopo aver minacciato qualche settimana fa il ritiro dal mondo del calcio, l'attaccante del Manchester City, autore ieri di una partita sontuosa nel 4-1 rifilato dall'Argentina ai campioni del mondo della Spagna, ha lasciato intendere di voler lasciare la Nazionale: "Non so se arriverò ai Mondiali del 2014, non potrò mai prepararmi alla prossima manifestazione come ho fatto per Sudafrica 2010. Mi sento sempre più lontano dalla Nazionale ma non so se ho il coraggio di lasciarla".Alla base della decisione di Tevez anche un problema d'età: "A 26 anni non sono più un ragazzino e le mie gambe sono piene di lividi. Il fisico inizia a non reggere più come prima".
Confermato il CT a stelle e strisce.
Gli Stati uniti non mollano Bradley, fiducia rinnovata e un solo obiettivo: Brasile 2014!
Accordo raggiunto e rinnovo del contratto per altri quattro anni al ct della nazionale Usa Bob Bradley. La Federazione americana ha giudicato soddisfacenti i risultati raggiunti finora dal ct, che si appresta a rinnovare la squadra e prepararla in vista dei prossimi impegni. "Bob si sente onorato di poter continuare ad essere l'allenatore degli Stati Uniti", ha detto il suo manager Ron Waxman. "E' un lavoro che gli piace molto ed e' molto felice", ha aggiunto.Nato nel 1958 e dopo aver allenato nella Major League Soccer squadre come Chicago Fire, New York MetroStars e Chivas USA nel corso di nove stagioni, Bradley è alla guida degli Stati Uniti dal 2007, succeduto a Bruce Arena dopo la deludente prestazione del Soccer Team Usa ai mondiali del 2006. Tra i suoi trofei la Concacaf Gold Cup 2007, con un bilancio di 12 vittorie, 1 pareggio e 5 sconfitte, con un periodo di imbattibilità nello stesso anno di 10 partite nel corso di 5 mesi.
L'obiettivo principale? Raggiungere la qualificazione a Brasile 2014: se ci riuscisse, per il team a stelle e strisce sarebbe la settima qualificazione mondiale consecutiva. Via al lavoro dunque, con tanto ottimismo e una scommessa: migliorare il piazzamento nella competizione iridata, la cui miglior posizione si perde ormai nel lontano 1930 (3° posto), proprio agli albori del calcio mondiale.
Accordo raggiunto e rinnovo del contratto per altri quattro anni al ct della nazionale Usa Bob Bradley. La Federazione americana ha giudicato soddisfacenti i risultati raggiunti finora dal ct, che si appresta a rinnovare la squadra e prepararla in vista dei prossimi impegni. "Bob si sente onorato di poter continuare ad essere l'allenatore degli Stati Uniti", ha detto il suo manager Ron Waxman. "E' un lavoro che gli piace molto ed e' molto felice", ha aggiunto.Nato nel 1958 e dopo aver allenato nella Major League Soccer squadre come Chicago Fire, New York MetroStars e Chivas USA nel corso di nove stagioni, Bradley è alla guida degli Stati Uniti dal 2007, succeduto a Bruce Arena dopo la deludente prestazione del Soccer Team Usa ai mondiali del 2006. Tra i suoi trofei la Concacaf Gold Cup 2007, con un bilancio di 12 vittorie, 1 pareggio e 5 sconfitte, con un periodo di imbattibilità nello stesso anno di 10 partite nel corso di 5 mesi.
L'obiettivo principale? Raggiungere la qualificazione a Brasile 2014: se ci riuscisse, per il team a stelle e strisce sarebbe la settima qualificazione mondiale consecutiva. Via al lavoro dunque, con tanto ottimismo e una scommessa: migliorare il piazzamento nella competizione iridata, la cui miglior posizione si perde ormai nel lontano 1930 (3° posto), proprio agli albori del calcio mondiale.
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